80 galleries, project spaces, artist-run spaces, collectives, curators and art institutions

The second edition of the Baitball project opens its doors from January 17th to March 15th at Palazzo San Giuseppe in Polignano a Mare.

Baitball is a hybrid, a crossbreed between a long-term project art fair and a collectively curated exhibition, it is a shared dimension, a way to live and co-evolve together through differences, dreaming up new worlds to become-with-others.

Baitball 02 involves 80 galleries, project spaces, artist-run spaces, collectives, curators and art institutions. Over 300 artists, activists and researchers were called to deal with the metaphorical image of a long table set for an imaginary collective lunch during which unfold speculations around the concepts of collaboration and self-organization through the act of sharing food and the practices of commensalism and conviviality.

Food, and  sharing it also stimulates a string of references and connections that range from anthropology to zoology, from religion to the sacred and magic. The very idea of ​​food and nourishment raises urgent questions about the interwoven fabric that covers politics, economics, nature and the structures of power.

When you share your lunch with someone less fortunate or give your friend half of your dessert, does that act of generosity flow from the milk of human kindness, or is it a subconscious strategy to assure reciprocity should you one day find yourself on the other side of the empty plate?

The long table that seamlessly crosses the spaces of the seventeenth-century Palazzo San Giuseppe in Polignano a Mare is conceived as a long snake, a labyrinth or a gut. A single, gargantuan being, with a hive mind. The traces left by the exhibition appear both as object, narration and social bond, never reduced to a simple entity. What matters here is the plurality of the agents and the networks that connect them. 

“us and our technologies in one vast system – to include human and nonhuman agency and understanding, knowing and unknowing, within the same agential soup”.

Baitball 02 stages an uninterrupted neural sequence that can only be experienced as part of a whole, only as a single choral installation that arises neither as an object nor as a subject, but as a relationship. 

Baitball 02 is a single plural work that works as a mediator responsible not for conveying messages, but for building, rewriting, and modifying their meanings. ​

Baitball 02 does not symbolize, does not reflect, does not reify relationships, it contributes to shaping them. 

 

*A bait ball occurs when small organisms (fish, birds, insects) move tightly compacted in a spherical formation around a common center. It is a defensive measure adopted to escape the threat of predators, but it is also a cohesion exercise enhancing the hydro-aerodynamic functions.

A coordinated bait ball shimmers in unison, hundreds or thousands of individuals move together apparently under radio control or directed by predetermined choreography, even if there is no leader or hierarchy within them.

The “balls” are formed through that spontaneous emergence known as self-organization. It emerges from the bottom upwards, it is an a-centered and non-linear phenomenon, it is an irreversible process, which thanks to the cooperative action of subsystems lead to more complex structures in the global system.

80 gallerie, project space, artist-run space, collettivi, curatori e istituzioni artistiche e oltre 300 artisti

La seconda edizione del progetto Baitball apre le porte dal 17 Gennaio al 15 Marzo presso il Palazzo San Giuseppe di Polignano a Mare. 

La mostra sarà visitabile solo su appuntamento scrivendo a baitballproject@gmail.com

Baitball è un ibrido, un incrocio tra una fiera d’arte progettuale a lungo termine e una mostra curata collettivamente, è una dimensione condivisa, un modo per vivere e coevolvere insieme attraverso le differenze, sognando nuovi mondi dove divenire-con-l’altro.

Baitball 02 coinvolge 80 tra gallerie, project space, artist-run space, collettivi, curatori e istituzioni artistiche e oltre 300 artisti, attivisti e ricercatori chiamati a confrontarsi con l’immagine metaforica di una lunga tavolata destinata ad un pranzo collettivo immaginario che apre a speculazioni intorno ai concetti di collaborazione e di auto-organizzazione attraverso l’atto della condivisione del cibo e le pratiche del commensalismo e della convivialità.

Il cibo e la sua condivisione stimolano inoltre una stringa di rimandi e collegamenti che spaziano dall’antropologia alla zoologia, dalla religione, al sacro e alla magia. Le stesse idee di cibo e nutrimento sollevano urgenti interrogativi sul tessuto interlacciato che ricopre politica, economia, natura e strutture del potere.

La lunga tavolata che senza soluzione di continuità attraversa gli spazi del seicentesco Palazzo San Giuseppe di Polignano a Mare è concepita come un lungo serpente, un intestino o un labirinto, un essere singolo, pantagruelico, con una mente alveolare. Le diverse proposte progettuali condividono un percorso riottoso ad ogni classificazione o definizione finale, sono nodi di una rete che lega in una catena ininterrotta fattori molteplici che resistono a varie prove di forza. Seguendo le tracce del percorso espositivo, esso ci pare ora cosa, ora racconto, ora legame sociale, senza mai ridursi a un semplice ente. Tutto ciò che conta sono la pluralità degli agenti e le reti che li collegano.

Baitball 02 mette in scena una sequenza neurale ininterrotta che può essere vissuta solo come parte di un tutto, solo come un’unica installazione corale che non si pone né come oggetto né come soggetto, ma come relazione. 

Baitball 02 è una singola opera plurale che opera come mediatrice responsabile non di veicolare messaggi, ma di costruire, riscrivere e modificare i significati. ​

Baitball 02 non simbolizza, non riflette, non reifica le relazioni, contribuisce a plasmarle.

 

*Una bait ball si forma quando dei piccoli organismi (pesci, uccelli, insetti) si muovono compatti assumendo una forma sferica che si estende a partire da un centro comune. Si tratta di una misura difensiva adottata per sfuggire alle minacce dei predatori, ma è anche un esercizio di coesione che potenzia le funzioni idro-aerodinamiche degli organismi stessi.

Una bait ball coordinata si sposta luccicante all’unisono, centinaia o migliaia di individui si muovono insieme apparentemente sotto controllo radio o diretti da coreografia prestabilita, anche se al loro interno non esiste alcun leader o gerarchia.

Le “bolle” si formano attraverso quella emergenza spontanea nota come auto-organizzazione che si costituisce procedendo dal basso verso l’alto; un fenomeno a-centrico e non lineare, un processo irreversibile che, grazie all’azione cooperativa di sottosistemi, conduce a strutture più complesse nel sistema globale.